Articolo di Beatrice Nuti
Ti è mai capitato di avere in testa una canzone che non va via per nessun motivo?
Oppure di pensare continuamente a un compito che non hai ancora finito, come se una parte del cervello rimanesse bloccata lì?
Se la risposta è sì, allora hai sperimentato l’effetto Zeigarnik.
Questo fenomeno psicologico descrive una tendenza naturale della mente umana:
👉 ricordiamo meglio i compiti incompiuti rispetto a quelli conclusi.
È come se il cervello aprisse una “finestra mentale” che resta sospesa finché non portiamo a termine ciò che abbiamo iniziato.
Perché non riusciamo a toglierci una canzone dalla testa?
In inglese si chiamano earworms — letteralmente “vermi dell’orecchio”: melodie che si ripetono senza sosta e che sembrano impossibili da scacciare.
Succede perché:
una canzone interrotta,
un ritornello ascoltato distrattamente,
un motivo musicale incompleto,
generano tensione mentale.
Il cervello vuole completare il pattern sonoro, e finché non lo fa… continua a ripeterlo.
Lo stesso meccanismo vale per i compiti non terminati: restano lì, in una sorta di “memoria attiva”, pronti a riemergere ogni volta che la mente è libera.
L’origine dell’effetto Zeigarnik: tutto iniziò con un cameriere
Il fenomeno fu scoperto dalla psicologa russa Bluma Zeigarnik nel 1927, in modo del tutto casuale.
Un giorno era in un ristorante e notò una cosa curiosa:
il cameriere ricordava perfettamente gli ordini dei tavoli non ancora chiusi, ma dimenticava subito quelli già portati a termine.
La storia diventò ancora più interessante quando Zeigarnik, uscita dal locale, si rese conto di aver dimenticato la borsa. Tornò indietro…
e il cameriere non si ricordava minimamente di lei!
Da qui nacque l’idea che:
👉 la mente trattiene attivamente ciò che è incompleto
👉 e rilascia ciò che è concluso.
Zeigarnik dedicò anni di ricerca a questo fenomeno, arrivando a una conclusione chiave:
il cervello considera più urgenti e importanti le informazioni che non hanno ancora trovato una chiusura.
Il legame con la memoria di lavoro
Il fenomeno si collega alla nostra memoria di lavoro, cioè quella parte del cervello che gestisce le informazioni “in elaborazione”.
Non è né la memoria a breve termine né quella a lungo termine:
è lo spazio mentale dove avvengono i processi attivi, ciò che stiamo pensando adesso, ciò che dobbiamo ancora finire.
E quando un compito non si conclude, resta incastrato proprio lì.
Come l’effetto Zeigarnik viene usato nel marketing e nelle serie TV
Non è solo psicologia:
questo effetto viene sfruttato ovunque.
💡 Nel marketing
Frasi come:
“Vuoi scoprire le offerte?”
“Vuoi sapere come risparmiare?”
“Clicca qui per continuare…”
non sono casuali.
Creano un micro-sospeso mentale.
Ed ecco che il cervello vuole “chiudere il cerchio” cliccando.
🎬 Nei film e nelle serie TV
Il famosissimo cliffhanger:
la puntata finisce sul momento più interessante e…
dobbiamo vedere la successiva.
Perché?
Perché il cervello non tollera un finale incompiuto.
È Zeigarnik puro.
Come liberarsi di una canzone che non va via (davvero funziona!)
Se una canzone non esce dalla testa, puoi fare due cose:
1️⃣ Ascoltare la canzone per intero
Risolvi la tensione interna.
Il cervello ricompone il pattern musicale e smette di ripeterlo.
2️⃣ Ascoltare God Save the Queen
Sembra una cosa assurda, eppure funziona.
Questa melodia ha una struttura ritmica e un pitch particolare che “sostituiscono” facilmente l’earworm, resettando la ripetizione mentale.
È un trucco curioso ma davvero efficace!
Conclusione
L’effetto Zeigarnik ci ricorda una verità sorprendente:
il cervello odia lasciare cose in sospeso.
Che si tratti di:
una canzone,
un episodio di una serie,
un compito da finire,
o una decisione non presa,
la mente rimane attiva finché non trova una chiusura.
Comprendere questo meccanismo ci permette non solo di conoscere meglio noi stessi,
ma anche di usare questa energia mentale a nostro vantaggio:
concludere ciò che iniziamo, organizzare meglio i compiti, capire come raccontiamo storie e persino come veniamo coinvolti dai media.
Perché ciò che resta aperto…
resta nella mente.
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