Articolo di Cecilia De Montis
Negli ultimi anni il termine gaslighting è entrato sempre più spesso nel linguaggio quotidiano. Lo sentiamo nei film, nei social, persino tra gli adolescenti che lo usano per descrivere situazioni in cui qualcuno li fa sentire sbagliati, confusi o “non abbastanza”.
Ma il gaslighting non è solo una parola alla moda.
È, a tutti gli effetti, una forma di manipolazione psicologica molto seria, che può insinuarsi nelle relazioni sentimentali, familiari, professionali e persino nelle amicizie.
È un meccanismo subdolo, lento, graduale: un insieme di comportamenti che portano la persona manipolata a dubitare di se stessa, della propria memoria, delle proprie emozioni e perfino della propria lucidità.
Riconoscerlo non è sempre facile.
Ma è il primo passo per riuscire a interrompere il ciclo di controllo e recuperare la propria sicurezza interiore.
Cos’è il Gaslighting
Il termine nasce da una vecchia opera teatrale degli anni ’30, Gas Light, in cui un uomo manipola la moglie fino a farle credere di stare perdendo la ragione, modificando l’intensità delle luci a gas per poi negarlo ogni volta.
Da allora, “gaslighting” è diventato il nome di una strategia di abuso psicologico che ha un obiettivo molto preciso:
👉 Distruggere la fiducia della persona in se stessa.
Il manipolatore lo fa attraverso:
• Negazione costante
Rifiuta fatti evidenti, dimentica “completamente” eventi chiari, nega episodi accaduti poche ore prima.
La frase tipica:
“Non è mai successo.” – “Te lo sei inventato tu.” – “Hai una memoria pessima.”
• Distorsione della realtà
Cambia i dettagli, ribalta le responsabilità, crea una versione alternativa dei fatti in cui la vittima “esagera”, “non capisce”, “non ricorda bene”.
• Svalutazione continua
Le emozioni della vittima vengono sminuite o ridicolizzate:
“Ma sei sempre troppo sensibile.” – “Ti fai mille film.” – “Ma come fai a pensare una cosa così?”
• Isolamento psicologico
Poco alla volta, la persona perde sicurezza e inizia a dubitare delle proprie percezioni e anche delle parole di chi potrebbe aiutarla.
L’effetto finale è chiaro:
la vittima non sa più di chi fidarsi, nemmeno di se stessa.
Il gaslighting non esplode mai all’improvviso.
È una goccia dopo l’altra che svuota la fiducia, la dignità e la stabilità emotiva.
Esempi concreti di Gaslighting nella vita reale
Per capire davvero questo fenomeno, ecco alcuni esempi semplici, reali e molto frequenti.
1️⃣ In una relazione sentimentale
Tu esprimi un’emozione:
“Mi hai fatto stare male ieri sera.”
Risposta manipolatoria:
“Ti inventi sempre tutto. Ma quando l’ho fatto? Te lo sogni.”
Risultato: cominci a chiederti se stai davvero esagerando.
2️⃣ In famiglia (genitore → figlio/a)
“Mi sono sentito ferito da quello che hai detto.”
“Ma figurati, non è vero. Sei tu che ti fai problemi inutili.”
La sensazione è quella di non avere diritto alle proprie emozioni.
3️⃣ Tra amici
“Non sono stato invitato… mi hai detto che uscivamo insieme.”
“Non ho mai detto una cosa del genere. Te lo sei immaginato.”
Col tempo smetti di fidarti della tua memoria.
4️⃣ A scuola o sul lavoro
“Ma quella consegna l’avevamo concordata diversamente.”
“No, ti sbagli. Non ti ascolti mai.”
Il problema sembra essere sempre tuo.
5️⃣ Gaslighting digitale
Ti visualizza e non risponde per giorni.
Quando glielo fai notare:
“Oddio, ma che ansia che fai! Stai calma, non è successo niente.”
Sei tu l’esagerato, mai lui il responsabile.
6️⃣ Da uno sconosciuto o conoscente
“Oh, ma sei agitato per niente, non è così, fidati.”
Una persona che non ti conosce minimizza il tuo stato interno: un campanello d’allarme.
Come riconoscere davvero il Gaslighting
Ecco i segnali che NON vanno ignorati:
✔ Ti senti spesso confuso, come se non ricordassi bene
✔ Hai la sensazione di “camminare sulle uova”
✔ Ti chiedi continuamente se esageri
✔ Ti scusi anche quando non hai colpa
✔ Sei più insicuro di prima
✔ Pensi: “Forse sono io il problema”
✔ Hai paura di esprimere ciò che senti
✔ Ti senti piccolo, sbagliato, inadeguato
Questi segnali NON significano che sei debole.
Significano che qualcuno sta lavorando sulle tue fragilità per avere controllo su di te.
Come proteggersi
Il gaslighting perde potere nel momento in cui:
1️⃣ Dai valore alle tue emozioni
Se qualcosa ti ha fatto male, è valido. Punto.
2️⃣ Parli con persone esterne
Amici, insegnanti, professionisti: la realtà condivisa è il miglior antidoto.
3️⃣ Annoti fatti ed episodi
Scrivere ti aiuta a non perdere la tua versione dei fatti.
4️⃣ Poni confini chiari
Anche un semplice:
“Questa frase mi svaluta, non accetto che venga usata”
può cambiare tutto.
5️⃣ Cerchi aiuto quando serve
Il gaslighting non si affronta da soli.
È una ferita invisibile che merita supporto, ascolto e cura.
Conclusione
Parlare di gaslighting significa parlare di potere, di controllo e di vulnerabilità umane.
Ma significa anche parlare di consapevolezza, di forza interiore, di dignità.
Riconoscerlo è il primo passo per proteggersi.
Il secondo è ricordare sempre che:
Se qualcuno ti fa dubitare di te stesso, allora non ti sta amando.
Ti sta controllando.
E tu meriti molto di più.
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